Torna a tutti gli articoli

Come abbiamo migrato oltre 800 articoli da WordPress a Webflow senza perdere SEO

Webflow offre una soluzione pulita: pieno controllo sul design, un CMS pensato per i contenuti, prestazioni ottimizzate di serie e nessuna dipendenza dai plugin.

Endrit Mangjolli

·

·

Web Design

Migrazione da WordPress a Webflow - Michelangelo Digital Media

Torna a tutti gli articoli

Come abbiamo migrato oltre 800 articoli da WordPress a Webflow senza perdere SEO

Webflow offre una soluzione pulita: pieno controllo sul design, un CMS pensato per i contenuti, prestazioni ottimizzate di serie e nessuna dipendenza dai plugin.

Endrit Mangjolli

·

·

Web Design

Migrazione da WordPress a Webflow - Michelangelo Digital Media
Migrazione da WordPress a Webflow - Michelangelo Digital Media

Autore

Endrit Mangjolli, Co-Founder of Michelangelo Digital Media

Endrit Mangjolli

Co-fondatore di Michelangelo Digital Media

Migrare un sito è già stressante. Migrare un sito con oltre 800 articoli pubblicati, ognuno con il suo URL, i suoi metadati, i suoi link interni e anni di autorevolezza SEO accumulata, è tutta un’altra sfida.

È esattamente la situazione che abbiamo affrontato quando ci ha contattato Italian Network, una società di consulenza transfrontaliera. Avevano bisogno di un sito più veloce e moderno, ma avevano anche oltre 800 articoli che non potevano assolutamente perdere: né i contenuti né il posizionamento.

Ecco l’intero processo: come l’abbiamo fatto, cosa è andato storto e cosa devi sapere se stai pianificando lo stesso passaggio.

Perché volevano lasciare WordPress

Italian Network usava WordPress da anni, ma i problemi erano quelli tipici:

  • Tempi di caricamento lenti dovuti a troppi plugin e a temi non ottimizzati

  • Layout che si rompono a causa di temi difettosi e di una struttura rigida

  • Vulnerabilità di sicurezza che richiedevano manutenzione e aggiornamenti continui

  • Nessuna struttura CMS scalabile adatta al modo in cui lavorava davvero la loro redazione

Webflow offriva una soluzione più pulita: pieno controllo sul design, un CMS pensato per i contenuti, prestazioni ottimizzate di serie e nessuna dipendenza dai plugin.

Il vero rischio: oltre 800 URL con un’autorevolezza consolidata

Prima di toccare un solo file abbiamo fatto un audit SEO completo. Prima di qualsiasi migrazione è un passaggio irrinunciabile.

Ecco con cosa avevamo a che fare:

  • Oltre 800 articoli, molti dei quali posizionati su Google e fondamentali per il traffico organico

  • Migliaia di link interni tra un articolo e l’altro

  • Backlink esterni che puntavano agli URL di singoli articoli

  • Pagine archivio di categorie e tag indicizzate da Google

Ognuno di questi elementi poteva causare problemi. Basta qualche redirect configurato male per mandare centinaia di URL in una spirale di errori 404. E Google non perdona i 404 di massa, soprattutto su un dominio con una storia.

Fase 1: audit completo dei contenuti prima di spostare qualsiasi cosa

La prima cosa che abbiamo detto al cliente: non migriamo nulla finché non sappiamo esattamente cosa abbiamo.

Abbiamo esportato l’intero database di WordPress e sottoposto i contenuti a un audit strutturato:

  1. Scansione del sito esistente per registrare ogni URL indicizzato, codice di stato, meta title, meta description, H1 e tag canonical

  2. Analisi dei dati di Google Search Console per capire quali articoli avevano davvero impressioni o clic: erano gli URL prioritari, quelli che non potevamo permetterci di rompere

  3. Individuazione dei contenuti deboli. I vecchi articoli sotto le 300 parole, senza traffico né backlink, sono da accorpare o da eliminare, non da migrare

  4. Mappatura della struttura degli URL. Gli URL predefiniti di WordPress non sempre corrispondono a quelli che vuoi nel CMS di Webflow

L’audit ha richiesto tempo, ma ci ha evitato di migrare contenuti inutili e ci ha dato una lista di priorità chiara.

Fase 2: costruire il CMS di Webflow in base alla nuova struttura dei contenuti

È qui che falliscono quasi tutte le migrazioni fai da te. Si costruisce il CMS di Webflow senza pensare all’architettura dei contenuti esistenti e poi ci si chiede perché la struttura non torna.

In Webflow è la Collection del CMS a determinare la struttura degli URL. Se i tuoi articoli WordPress erano su /blog/post-title, lo slug del CMS di Webflow deve generare esattamente lo stesso indirizzo. Senza eccezioni.

Abbiamo configurato il CMS di Webflow con:

  • Struttura degli slug identica (/blog/[post-slug]), che riproduce esattamente quella di WordPress

  • Tutti i campi personalizzati necessari: autore, categoria, data di pubblicazione, immagine in evidenza, meta title, meta description, URL canonical

  • Collection delle categorie con slug propri, per mantenere gli URL /category/[name] che avevano valore SEO

  • Un campo rich text abbastanza capiente per articoli lunghi con immagini, video e altri contenuti incorporati

Prima di importare anche un solo articolo abbiamo configurato anche il template della pagina articolo con i campi SEO collegati correttamente.

Fase 3: il processo di migrazione

Ovviamente non abbiamo copiato a mano 800 articoli. Avrebbe richiesto settimane e introdotto centinaia di errori umani. Ecco il processo che abbiamo usato davvero:

  1. Esportazione da WordPress

WordPress ha un’esportazione XML nativa. L’abbiamo usata come fonte di riferimento e poi l’abbiamo trasformata in un CSV strutturato, compatibile con l’importatore CSV di Webflow.

  1. Pulizia e trasformazione dei dati

I dati esportati da WordPress sono disordinati. Abbiamo ripulito:

  • Problemi di codifica HTML (caratteri speciali, virgolette curve, trattini lunghi)

  • URL delle immagini che puntavano alla vecchia libreria media di WordPress

  • Link interni non funzionanti che facevano riferimento alla vecchia struttura del dominio

  • Nomi degli autori, assegnazione delle categorie e date di pubblicazione

  1. Migrazione delle immagini

Le immagini salvate nella libreria media di WordPress non si trasferiscono da sole. Abbiamo esportato la libreria media a parte, ricaricato le immagini e aggiornato tutti i riferimenti nei contenuti prima dell’importazione. Saltare questo passaggio significa ritrovarsi immagini rotte in ogni articolo: un errore comune e doloroso.

  1. Importazione in blocco via CSV

L’importatore del CMS di Webflow accetta file CSV. Abbiamo importato gli articoli a blocchi di 100-150 alla volta, controllando ogni blocco prima di passare al successivo. Importare tutto insieme senza verifiche è il modo migliore per scoprire un errore sistematico quando è già stato applicato a 800 elementi.

  1. Controllo qualità dopo l’importazione

Dopo ogni blocco abbiamo controllato a campione 10-15 articoli, verificando che:

  • il contenuto fosse visualizzato correttamente nel rich text

  • meta title e meta description fossero compilati

  • l’immagine in evidenza fosse visibile

  • lo slug corrispondesse all’URL originale di WordPress

Fase 4: mappatura dei redirect, il passaggio più critico

È qui che una migrazione riesce o fallisce. Per ogni URL del sito WordPress c’erano tre possibili esiti:

  1. Corrispondenza diretta: lo stesso URL esiste in Webflow, nessun redirect necessario

  2. Redirect 301: l’URL è cambiato, il vecchio indirizzo va reindirizzato a quello nuovo

  3. 404 voluto: il contenuto è stato eliminato e non migrato

Abbiamo creato una mappa completa dei redirect in un foglio di calcolo: vecchio URL a sinistra, nuovo URL a destra, una riga per ogni redirect. Poi abbiamo impostato tutti i redirect 301 nelle impostazioni di Webflow prima che il sito andasse online.
Non dopo. Prima.

Perché è importante: quando sposti il DNS sul nuovo sito Webflow, Google e gli altri crawler iniziano subito a visitare i vecchi URL. Se al lancio i redirect non ci sono, i crawler registrano errori 404. A seconda di quanto spesso Google ripassa sul sito, puoi perdere posizioni nel giro di pochi giorni.

Fase 5: monitoraggio dopo il lancio

La messa online non è la fine. È l’inizio di un periodo di monitoraggio di 60-90 giorni.

Subito dopo il lancio abbiamo:

  • Inviato la nuova sitemap XML a Google Search Console

  • Richiesto la reindicizzazione degli URL più importanti con lo strumento Controllo URL

  • Monitorato gli errori di scansione in Search Console ogni giorno per le prime due settimane

  • Tenuto d’occhio i Core Web Vitals: le prestazioni di Webflow sono in genere migliori di quelle di WordPress con i plugin, ma servono i dati per confermarlo

  • Monitorato il posizionamento delle 20 parole chiave principali ogni settimana per 90 giorni

Passare da WordPress a Webflow è la scelta giusta per te?

Questo tipo di migrazione ha senso se:

  • Hai un sito con un valore SEO reale che non puoi permetterti di perdere

  • Vuoi più libertà nel design

  • Sei stanco di manutenzione dei plugin, design che si rompe e patch di sicurezza

  • Vuoi un CMS più comodo da usare

Non è la scelta giusta se dipendi molto da plugin specifici di WordPress senza un equivalente in Webflow, o se il tuo team conosce WordPress a fondo e non ha alcun interesse a imparare un nuovo strumento.

Lavora con noi

L’abbiamo già fatto e sappiamo esattamente dove le migrazioni vanno storte e come evitarlo.

Se stai pensando di passare da WordPress a Webflow, che tu abbia 50 articoli o 5.000, partiamo da un audit onesto e ti diamo un quadro realistico del lavoro necessario prima di toccare qualsiasi cosa.

Prenota una consulenza gratuita →

Michelangelo Digital Media è un’agenzia Webflow e Framer con sede in Svizzera.
Realizziamo siti ad alte prestazioni e aiutiamo le aziende a migrare, crescere e svilupparsi online.

Articoli in evidenza

Parliamo del tuo progetto.

Una call di 20 minuti senza impegno: raccontaci cosa hai in mente e ti diremo se e come possiamo aiutarti.

Modern studio workspace

Parliamo del tuo progetto.

Una call di 20 minuti senza impegno: raccontaci cosa hai in mente e ti diremo se e come possiamo aiutarti.

Modern studio workspace

Parliamo del tuo progetto.

Una call di 20 minuti senza impegno: raccontaci cosa hai in mente e ti diremo se e come possiamo aiutarti.

Modern studio workspace