Migrare un sito è già stressante. Migrare un sito con oltre 800 articoli pubblicati, ognuno con il suo URL, i suoi metadati, i suoi link interni e anni di autorevolezza SEO accumulata, è tutta un’altra sfida.
È esattamente la situazione che abbiamo affrontato quando ci ha contattato Italian Network, una società di consulenza transfrontaliera. Avevano bisogno di un sito più veloce e moderno, ma avevano anche oltre 800 articoli che non potevano assolutamente perdere: né i contenuti né il posizionamento.
Ecco l’intero processo: come l’abbiamo fatto, cosa è andato storto e cosa devi sapere se stai pianificando lo stesso passaggio.
Perché volevano lasciare WordPress
Italian Network usava WordPress da anni, ma i problemi erano quelli tipici:
Tempi di caricamento lenti dovuti a troppi plugin e a temi non ottimizzati
Layout che si rompono a causa di temi difettosi e di una struttura rigida
Vulnerabilità di sicurezza che richiedevano manutenzione e aggiornamenti continui
Nessuna struttura CMS scalabile adatta al modo in cui lavorava davvero la loro redazione
Webflow offriva una soluzione più pulita: pieno controllo sul design, un CMS pensato per i contenuti, prestazioni ottimizzate di serie e nessuna dipendenza dai plugin.
Il vero rischio: oltre 800 URL con un’autorevolezza consolidata
Prima di toccare un solo file abbiamo fatto un audit SEO completo. Prima di qualsiasi migrazione è un passaggio irrinunciabile.
Ecco con cosa avevamo a che fare:
Oltre 800 articoli, molti dei quali posizionati su Google e fondamentali per il traffico organico
Migliaia di link interni tra un articolo e l’altro
Backlink esterni che puntavano agli URL di singoli articoli
Pagine archivio di categorie e tag indicizzate da Google
Ognuno di questi elementi poteva causare problemi. Basta qualche redirect configurato male per mandare centinaia di URL in una spirale di errori 404. E Google non perdona i 404 di massa, soprattutto su un dominio con una storia.
Fase 1: audit completo dei contenuti prima di spostare qualsiasi cosa
La prima cosa che abbiamo detto al cliente: non migriamo nulla finché non sappiamo esattamente cosa abbiamo.
Abbiamo esportato l’intero database di WordPress e sottoposto i contenuti a un audit strutturato:
Scansione del sito esistente per registrare ogni URL indicizzato, codice di stato, meta title, meta description, H1 e tag canonical
Analisi dei dati di Google Search Console per capire quali articoli avevano davvero impressioni o clic: erano gli URL prioritari, quelli che non potevamo permetterci di rompere
Individuazione dei contenuti deboli. I vecchi articoli sotto le 300 parole, senza traffico né backlink, sono da accorpare o da eliminare, non da migrare
Mappatura della struttura degli URL. Gli URL predefiniti di WordPress non sempre corrispondono a quelli che vuoi nel CMS di Webflow
L’audit ha richiesto tempo, ma ci ha evitato di migrare contenuti inutili e ci ha dato una lista di priorità chiara.
Fase 2: costruire il CMS di Webflow in base alla nuova struttura dei contenuti
È qui che falliscono quasi tutte le migrazioni fai da te. Si costruisce il CMS di Webflow senza pensare all’architettura dei contenuti esistenti e poi ci si chiede perché la struttura non torna.
In Webflow è la Collection del CMS a determinare la struttura degli URL. Se i tuoi articoli WordPress erano su /blog/post-title, lo slug del CMS di Webflow deve generare esattamente lo stesso indirizzo. Senza eccezioni.
Abbiamo configurato il CMS di Webflow con:
Struttura degli slug identica (
/blog/[post-slug]), che riproduce esattamente quella di WordPressTutti i campi personalizzati necessari: autore, categoria, data di pubblicazione, immagine in evidenza, meta title, meta description, URL canonical
Collection delle categorie con slug propri, per mantenere gli URL
/category/[name]che avevano valore SEOUn campo rich text abbastanza capiente per articoli lunghi con immagini, video e altri contenuti incorporati
Prima di importare anche un solo articolo abbiamo configurato anche il template della pagina articolo con i campi SEO collegati correttamente.
Fase 3: il processo di migrazione
Ovviamente non abbiamo copiato a mano 800 articoli. Avrebbe richiesto settimane e introdotto centinaia di errori umani. Ecco il processo che abbiamo usato davvero:
Esportazione da WordPress
WordPress ha un’esportazione XML nativa. L’abbiamo usata come fonte di riferimento e poi l’abbiamo trasformata in un CSV strutturato, compatibile con l’importatore CSV di Webflow.
Pulizia e trasformazione dei dati
I dati esportati da WordPress sono disordinati. Abbiamo ripulito:
Problemi di codifica HTML (caratteri speciali, virgolette curve, trattini lunghi)
URL delle immagini che puntavano alla vecchia libreria media di WordPress
Link interni non funzionanti che facevano riferimento alla vecchia struttura del dominio
Nomi degli autori, assegnazione delle categorie e date di pubblicazione
Migrazione delle immagini
Le immagini salvate nella libreria media di WordPress non si trasferiscono da sole. Abbiamo esportato la libreria media a parte, ricaricato le immagini e aggiornato tutti i riferimenti nei contenuti prima dell’importazione. Saltare questo passaggio significa ritrovarsi immagini rotte in ogni articolo: un errore comune e doloroso.
Importazione in blocco via CSV
L’importatore del CMS di Webflow accetta file CSV. Abbiamo importato gli articoli a blocchi di 100-150 alla volta, controllando ogni blocco prima di passare al successivo. Importare tutto insieme senza verifiche è il modo migliore per scoprire un errore sistematico quando è già stato applicato a 800 elementi.
Controllo qualità dopo l’importazione
Dopo ogni blocco abbiamo controllato a campione 10-15 articoli, verificando che:
il contenuto fosse visualizzato correttamente nel rich text
meta title e meta description fossero compilati
l’immagine in evidenza fosse visibile
lo slug corrispondesse all’URL originale di WordPress
Fase 4: mappatura dei redirect, il passaggio più critico
È qui che una migrazione riesce o fallisce. Per ogni URL del sito WordPress c’erano tre possibili esiti:
Corrispondenza diretta: lo stesso URL esiste in Webflow, nessun redirect necessario
Redirect 301: l’URL è cambiato, il vecchio indirizzo va reindirizzato a quello nuovo
404 voluto: il contenuto è stato eliminato e non migrato
Abbiamo creato una mappa completa dei redirect in un foglio di calcolo: vecchio URL a sinistra, nuovo URL a destra, una riga per ogni redirect. Poi abbiamo impostato tutti i redirect 301 nelle impostazioni di Webflow prima che il sito andasse online.
Non dopo. Prima.
Perché è importante: quando sposti il DNS sul nuovo sito Webflow, Google e gli altri crawler iniziano subito a visitare i vecchi URL. Se al lancio i redirect non ci sono, i crawler registrano errori 404. A seconda di quanto spesso Google ripassa sul sito, puoi perdere posizioni nel giro di pochi giorni.
Fase 5: monitoraggio dopo il lancio
La messa online non è la fine. È l’inizio di un periodo di monitoraggio di 60-90 giorni.
Subito dopo il lancio abbiamo:
Inviato la nuova sitemap XML a Google Search Console
Richiesto la reindicizzazione degli URL più importanti con lo strumento Controllo URL
Monitorato gli errori di scansione in Search Console ogni giorno per le prime due settimane
Tenuto d’occhio i Core Web Vitals: le prestazioni di Webflow sono in genere migliori di quelle di WordPress con i plugin, ma servono i dati per confermarlo
Monitorato il posizionamento delle 20 parole chiave principali ogni settimana per 90 giorni
Passare da WordPress a Webflow è la scelta giusta per te?
Questo tipo di migrazione ha senso se:
Hai un sito con un valore SEO reale che non puoi permetterti di perdere
Vuoi più libertà nel design
Sei stanco di manutenzione dei plugin, design che si rompe e patch di sicurezza
Vuoi un CMS più comodo da usare
Non è la scelta giusta se dipendi molto da plugin specifici di WordPress senza un equivalente in Webflow, o se il tuo team conosce WordPress a fondo e non ha alcun interesse a imparare un nuovo strumento.
Lavora con noi
L’abbiamo già fatto e sappiamo esattamente dove le migrazioni vanno storte e come evitarlo.
Se stai pensando di passare da WordPress a Webflow, che tu abbia 50 articoli o 5.000, partiamo da un audit onesto e ti diamo un quadro realistico del lavoro necessario prima di toccare qualsiasi cosa.
Prenota una consulenza gratuita →
Michelangelo Digital Media è un’agenzia Webflow e Framer con sede in Svizzera.
Realizziamo siti ad alte prestazioni e aiutiamo le aziende a migrare, crescere e svilupparsi online.






